Disarmare i mercati per la democrazia dei beni comunidi Marco Bersani Fonte: www.asud.net 1. La crisi morde, attanaglia, non dà respiro. Investe l’economia e la società, l’ambiente e le condizioni di vita, la democrazia e le relazioni sociali. Non c'è nessuna ondata di suicidi economiciDi Genaro Carotenuto Fonte: www.gennarocarotenuto.it È proprio vero che c’è un’ondata di suicidi economici in Italia? È proprio vero che si stanno ammazzando un numero senza precedenti di bravi imprenditori strozzati dal fisco, da Equitalia, dallo Stato che non rimborsa, dal costo del lavoro troppo alto? In molti cominciano a dubitarne e a pensare che si tratti di una manipolazione mediatica. Il sociologo Marzio Barbagli, ripreso dal Blog di Gad Lerner, afferma apertamente che «non c’è nessuna emergenza suicidi dovuta alla crisi economica». |
Dal Valle a Rio in difesa dell'ambientedi Marica Di Pierri Fonte: www.asud.net Domenica si è celebrata per la 42° volta la giornata mondiale della Terra. Come ogni anno, per un intero giorno si è fatto un gran parlare, anche sui media, della necessità di salvaguardare l'ambiente e migliaia sono state le piccole e grandi azioni organizzate ovunque nel mondo per onorare la ricorrenza. Pochi tuttavia hanno spiegato ai loro lettori e telespettatori quanto gravi siano in realtà le condizioni di salute del pianeta Terra, e quanto urgente sia invertire la rotta prima che sia troppo tardi. In Italia a provarci è stata Rigas, la Rete italiana per la giustizia ambientale e sociale nata alcuni anni fa e al lavoro su un triplice piano: locale, nazionale e internazionale. continua... Crisi? Ha diminuito i gas serra.Fonte: Il Manifesto Poi dice che la teoria della decrescita è basata soltanto su fandonie e sul pensiero malthusiano. Sarà: intanto un effetto concretissimo, e non del tutto disprezzabile, della crisi c'è, già servito sul piatto. E lo rende noto la Coldiretti, che in occasione dell'Earth Day rilancia i dati dell'Unione petrolifera: a marzo i consumi di prodotti petroliferi sono scesi a circa 5,4 milioni di tonnellate, con una nuova diminuzione appunto del 10,7% (come a febbraio) rispetto a marzo 2011. continua... Verso il summit Rio+20. Cresce di più chi rispetta l'ambiente
A distanza di venti anni a giugno si torna in Brasile, Rio+20, per il vertice mondiale della Terra e dello Sviluppo Sostenibile. Questo concetto ha pregnato le visioni ed i linguaggi di una pletore immensa di soggetti. Dalla Banca Mondiale sino al militante dei movimenti, passando per amministratori e ricercatori, sono tutti preoccupati della crisi ecologica e ne comprendono l’immensa portata. Le tesi negazioniste del periodo Bush hanno lasciato il posto alla consapevolezza della reale minaccia e dei possibili effetti catastrofici prodotti da un mondo che cambia a causa di un modello di sviluppo inquinante, energivoro e vorace di risorse. Dopo venti anni da quell’annuncio sulla necessità di modificare il modello di sviluppo, nulla è cambiato, tranne il fatto che quella necessità è oggi diventata una tremenda urgenza. continua... Dobbiamo muoverci!Di Guido Viale Fonte: www.guidoviale.it Crisi del mercato – italiano ed europeo – dell’auto, attacco governativo agli incentivi per le energie rinnovabili, movimenti NoTav, NoTem (Tangenziale esterna milanese) ed altri simili: sono fatti da prendere in considerazione insieme. E insieme, anche, a due altri problemi: chi deve tenere insieme quei fatti? E dove? Di questi tre problemi il più serio è il terzo: perché occorre ricostituire uno spazio pubblico – o molte sedi: una per ciascuno dei territori che sono interessati a quei fatti – dove affrontare la discussione in modo operativo. La soluzione del secondo problema coincide in gran parte con quella del terzo: una volta costituita una sede del genere, la partecipazione di una cittadinanza attiva, e di una schiera di lavoratori che aspettano solo di riprendere in mano il loro destino, è molto più facile: c’è nel paese una spinta alla partecipazione che da anni non si sentiva più (la Valle di Susa insegna). Quanto alla crisi dell’auto, agli incentivi per le rinnovabili e alla resistenza contro le Grandi opere, parlano da sé. Li possiamo riassumere così: continua... COMUNICATO STAMPA del Coordinamento Romano Acqua Pubblica
Alemanno privatizza l'acqua per coprire i suoi buchi di bilancio C'è la crisi? Riprendiamoci la cassa depositi e prestiti.
A chi continua a ripetere come un mantra “i soldi non ci sono” occorre certo rispondere con l’argomentazione che una diversa finalizzazione della fiscalità generale –drastica riduzione delle spese militari in primis- renderebbe disponibili risorse oggi non utilizzabili. Ma allo stesso tempo occorre contestare l’assunto in quanto palesemente falso. continua... Perché cancellano l'articolo 18Di Giorgio Cremaschi Fonte: Micromega Un industriale torinese nel passato ripeteva ad ogni assemblea dell’Unione industriali che bisognava abolire l’articolo 18, perché voleva in mano una pistola con il colpo in canna. Io poi non la uso, diceva, perché non mi piace licenziare, ma i lavoratori devono sapere che quella pistola ce l’ho. Questa è il significato dello smantellamento dell’articolo 18 deciso dal governo con la scandalosa copertura del Presidente della Repubblica. L’articolo 18 viene semplicemente cancellato. Infatti i licenziamenti discriminatori sono vietati già oggi da qualsiasi convenzione, legge, costituzione, italiana, europea, internazionale. Ed è uno dei tanti falsi del governo che con questo provvedimento questo divieto sia esteso sotto i quindici dipendenti. Esso c’è sempre stato, ma non ha mai agito per la semplice ragione che nessun padrone è così stupido da licenziare per esplicita discriminazione personale, ideologica, razziale. continua... |
Il futuro del cibo è in casa nostradi Roberto Burdese Fonte: ilfattoquotidiano.it Il dibattito attorno ai “sistemi locali del cibo” ha finalmente superato la fase embrionale e sembra altresì lanciato oltre i confini della moda passeggera. La riflessione sul significato di “cibo locale”, in città come in campagna, e il confronto sui modelli da adottare per costruire reti locali di produttori, cuochi, cittadini/consumatori, impegna comunità del Senegal come della Repubblica Ceca, fa crescere progetti a Milano come a Portland. E’ sorprendente costatare la straordinaria vicinanza dei temi, dei problemi, degli approcci, che uniscono idealmente i contadini africani a quelli canadesi, i cuochi del Nord Europa a quelli sudamericani. Il futuro del cibo si giocherà anche e soprattutto in questo ambito: quanto più saremo capaci di riconnettere, in seno alla nostra comunità, la produzione e il consumo del cibo, tanto più saremo in grado di dare risposte efficaci ai tanti quesiti che si addensano sul nostro domani, non solo alimentare. continua... Nessun onore delle armi per Umberto BossiDi Gennaro Carotenuto Fonte: www.gennarocarotenuto.it Risparmiateci l’onore delle armi per Umberto Bossi e per la Lega Nord. La melma nella quale affonda è la stessa nella quale ha lucrato per decenni su paure ataviche ed egoismi modernissimi. È un bene che il velo sia caduto sul repertorio più classico del peggiore italianismo: corruzione spiccia, avidità, opportunismo, furbizia, una casta leghista così impresentabile da far rimpiangere l’Udeur, la connivenza con la criminalità organizzata, la presunta discontinuità che invece si dimostra bieca continuità, la bella vita senza lavorare, il familismo amorale del sistemare la famiglia. Altro non è mai stato, la Lega Nord. I mali d’Italia concentrati nella casa di Gemonio quasi come fosse quella del Grande Fratello. continua... L'errata valutazione della ricchezza.di Partha Dasgupta e Anantha Duraiappah Fonte: Il Sole 24 Ore Malgrado i numerosi successi conseguiti nel creare un’economia globale più integrata e stabile, il nuovo rapporto , redatto dal Gruppo di alto livello sullo sviluppo sostenibile (UN High-Level Panel on Global Sustainability) ammette il fallimento e l’incapacità dell’attuale ordine globale di implementare quei drastici cambiamenti necessari per una vera sostenibilità. Il report presenta il progetto di un pianeta sostenibile, una società giusta e un’economia in crescita, nonché 56 raccomandazioni su come raggiungere quest’obiettivo. È senza dubbio il più importante appello internazionale che sia mai stato fatto per una radicale riprogettazione dell’economia globale. continua... |





